TRACCE DI MEMORIA

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ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia): è un’associazione che tutela e valorizza la memoria e i valori della Resistenza italiana. È aperta a chiunque condivida questi valori e si impegna a difendere la democrazia e i diritti umani. L’ANPI organizza numerose iniziative culturali e politiche per mantenere viva la memoria della Resistenza e promuovere una società più giusta ed equa.

Classe 2AL e un gruppo di alunni classe 2BL – Prof.ri Valeria Grandi e Riccardo Sangalli

Autore: installazione polimaterica collettiva di classe (pittorica e plastica)

Tecnica e dimensioni: pannello pittorico realizzato con post-it bicolore incollati su tela e disegnati a tempera nera, cm. 80 x 272 – installazione di n. 40 post-it realizzati in ceramica a craquelè, dipinti successivamente con china nera.

DESCRIZIONE OPERA: installazione polimaterica in terracotta disseminata e post-it dipinti, incentrata sul tema dell’impronta (digitale) vista come simbolo di memoria e di identità “perduta” o da ricordare. Il pannello pittorico presenta dei post-it dipinti a tempera nera, texturizzati utilizzando le impronte digitali; i post-it bicolore formano inoltre la parola ricordo. L’installazione plastica è invece costituita da post-it realizzati in ceramica con l’effetto craquelè, che richiama l’idea dell’impronta e della traccia disegnata.

Classe 4CL – Prof.ssa Moira Chiofalo

Autori: collettiva di classe, ma in particolare Broggi Chiara, Broggi Giorgia, Caccavale Sharon, Cesati Sofia, Coriale Veronica, Daha Maria Daniela, De Paoli Aurora, Kaziu Serena, Lospoto Serena, Masetti Riccardo, Merone Alice Anna, Orlandi Sara Ada, Osnaghi Cristel, Riccardi Chiara, Roccato Aron.

Tecnica e dimensioni: trittico con tecnica mista (acrilico ed olio) Tele  cm. 50 x 70, distanza tra una tela e l’altra (5 cm). 

DESCRIZIONE OPERA: per la realizzazione dell’opera la classe ha progettato un Trittico, le Tre tele si ispirano al quadro cubista del grande artista P. Picasso “La Guernica”.

La tecnica ricorda il collage del Cubismo sintetico. 

Il messaggio dell’opera così come nella “Guernica” è la Speranza, dopo l’orrore della guerra e la disperazione degli innocenti appare una luce  “La Luce di speranza”.

Il Trittico è stato progettato da tre gruppi.

 

1^ (tela a sinistra): rappresenta l’nizio dell’olocausto, la partenza verso una meta sconosciuta per chi deve salire sul treno.

Nella tela si notano diverse parti: gli orologi, simbolo del tempo che passa e che va perduto; le persone, coloro che salgono sul treno; le valigie, gli effetti personali che le persone si portano appresso e infine la mappa che indica i luoghi dell’evento storico.

2^ (tela centrale): illustra il Climax dell’evento, con l’intenzione di far percepire la sofferenza e la disperazione delle vittime.

3^ (tela a destra): elemento fondamentale è la farfalla gialla, essa simboleggia la felicità, la speranza, la positività…l’ottimismo, l’energia …ciò che può essere chiamato “Liberazione”.

Classe 2DL – Prof.ri Valeria Grandi e Lorenzo Zuccato

Autore: installazione polimaterica collettiva di classe (pittorica e plastica)

Tecnica e dimensioni: 4 pannelli tattili/pittorici realizzati con tessere a collage polimaterico alternate a tessere grafiche/pittoriche disegnate a mano; misure complessive di ciascun pannello cm. 40 x 100, incernierati.

DESCRIZIONE OPERA: opera collettiva di classe, composta dall’assemblaggio di tessere plastiche e pittoriche incentrate sulla rielaborazione dell’impronta digitale, vista come simbolo di identità e di “memoria collettiva”. L’installazione polimaterica proposta unisce quindi linguaggi espressivi differenti così come la memoria condivisa è in grado di accogliere le varie voci e prospettive che caratterizzano la storia di una comunità. La memoria condivisa, infatti, serve per costruire un’identità collettiva poliedrica e multiforme, che possa resistere alle divisioni e promuovere la comprensione reciproca. La memoria collettiva diventa simile ad un tessuto connettivo che interseca il passato e il presente, attraverso intricate trame di ricordi e luoghi simbolici; si presenta come un’entità complessa soggetta a molteplici letture e interpretazioni. Ogni tessera presente nei pannelli diventa quindi unica, simile alle altre ma allo stesso tempo “diversa”; ciascuna singola tessera è in grado di dialogare reciprocamente con le altre, creando un’unica e multiforme “sinfonia” di ricordi e di memorie, che collegano il nostro presente al nostro passato e ci permettono di guardare al futuro.

Classe 5AL – Prof.ssa Valeria Grandi

Autore: Morgan Balzarotti

Tecnica e dimensioni: disegno a grafite su carta ruvida, cm. 33 x 48 (con cornice cm. 50 x 70)

DESCRIZIONE OPERA: per lo sviluppo del mio progetto mi sono ispirato alla Street Art e in particolare a Banksy, artista anonimo e contemporaneo di fama mondiale, che ha utilizzato il suo talento per sollevare interrogativi critici sulla società, sulla politica e, in modo particolare, sulla guerra. L’obiettivo che mi sono prefissato è stato quello di realizzare un disegno dal forte impatto simbolico, capace di portare un messaggio che mai come oggi risulta attuale: l’inutilità della guerra territoriale. 

Una guerra che non ha vincitori: in entrambe le fazioni le città vengono distrutte e gli uomini muoiono, mentre a trionfare sul territorio conteso rimane solo la morte. Per rendere chiaro il messaggio ho utilizzato tre elementi: il soldato-scheletro, le macerie e lo scorcio urbano, dove il primo è collocato in primo piano al centro della composizione mentre gli altri due, in perfetta condizione di equilibrio, fanno da sfondo. Il soldato-scheletro, simbolo della morte, regge un cartello con la scritta “Questa terra è mia”, ad indicare che, alla fine, solo la morte e la devastazione inutile possiedono veramente il territorio oggetto di un conflitto.

Classi del Liceo Artistico – Prof. Lorenzo Zuccato

Autore: installazione collettiva – classi del Biennio e del Triennio del Liceo Artistico 

Tecnica e dimensioni: argilla refrattaria bianca, acciaio. Dimensioni variabili

DESCRIZIONE OPERA: piccole conchiglie di argilla si incontrano, ordinate in linea e formano una colonna vertebrale. Si chiudono a cerchio creando così una collana di perle o un rosario. Questi grani sono il risultato della memoria tattile di una stretta di mano tra due persone che si incontrano. Ricordi di incontri tra persone diverse: si presentano, si stringono la mano e il risultato di questo contatto si trasforma in memoria concreta, plastica. Le grinze, gli anelli, le rughe, i segni delle mani si imprimono nell’argilla; il passaggio nel forno non può cancellare la memoria di questi incontri, può soltanto consolidarli in eterno.

Classe 3CL – Prof.ssa Rita Sarais

Autore: installazione polimaterica collettiva di classe (pittorica e plastica)

Tecnica e dimensioni: disegni su carta plastificati. Ogni singola opera misura cm. 13 x 18

DESCRIZIONE OPERA: opera collettiva di classe composta dall’assemblaggio di disegni che sviluppano il tema della memoria personale. Le singole opere sono concepite come “fotografie”, delle istantanee che rappresentano un frammento di indelebile memoria: sviluppate in bianco e nero, i disegni vengono poi plastificati per intensificare l’effetto di “vecchie fotografie”. L’idea è nata dalla riflessione sull’importanza che la memoria ha nella vita di ognuno di noi e di come sia importante, per questo, riflettere sulle nostre esperienze e sulle nostre scelte, perché tutto ciò che viviamo resta dentro di noi, consapevolmente o inconsapevolmente. Il progetto è stato sviluppato seguendo l’esempio e la poetica di un artista che ha fatto della memoria l’essenza stessa della sua ricerca artistica: Christian Boltanski. Ogni studente ha quindi realizzato un lavoro introspettivo compiendo il focus su due-tre ricordi particolarmente significativi, sedimentati in loro stessi e trasformati in immagine. Successivamente è stato scelto il ricordo più importante e significativo, che è stato rappresentato come in una istantanea. L’installazione prevede l’accorpamento di tutte le “fotografie” della classe per declinarle in un’unica opera, assemblata su un pannello a grate metalliche e “appese” con mollette. Se possibile, l’installazione si completerebbe con delle piccole luci posizionate su ogni singola opera, così come all’interno del flusso continuo di ricordi che si depositano nella nostra memoria dove alcuni restano presenti e indelebili durante tutta la nostra esperienza di vita.

Classe 3AL – Prof. Antonio Giovinazzo

Autore: installazione collettiva di classe

Tecnica: carta crespa, legno.

DESCRIZIONE OPERA: dalla macchina di morte nazista, non un nome ma solo un numero. Ventotto calle bianche come i componenti della classe che omaggiano la memoria con la bellezza di un fiore, anche se velato di tristezza, il ricordo assopito dalla storia rimane un segno indelebile della follia umana.

Classe 4AL  – Prof.ssa Anita Sofia

Autori: Militi Kathleen e Pravettoni Lara

Tecnica e dimensioni: assemblaggio, scultura polimaterica – legno, rete metallica, carta – cm. 100 x 100 x 80 

DESCRIZIONE OPERA: questo progetto rappresenta una serie di fotografie di libri inerenti al periodo della seconda guerra mondiale e/o ai temi legati ad essa. Per idearlo sono serviti un supporto di legno, una rete metallica che successivamente è stata rotta in alcuni punti, delle fotografie di diverse misure. Sono state inserite delle frasi significative di alcuni autori per avvicinare i giovani alla lettura e per tenere vivo il ricordo storico del nostro passato, sensibilizzando le generazioni future a non dimenticare.

Classe 4CL – Prof. Calogero Domenico Canalella

Autore: installazione collettiva di classe

Tecnica: collage, assemblage e interventi pittorici su scatole per scarpe

Dimensioni: 16 scatole / misure variabili (es. misura scatola: cm. 35 x 22 x 13)

DESCRIZIONE OPERA: la scatola ha la forma della finestra, della porta, della stanza, della casa, del rifugio, del nascondiglio. Essa può essere intesa come un contenitore di preziosità, una teca, metafora del proprio cosmo o come uno spazio in cui convivono pezzi di memoria. Ispirandosi alle celebri scatole di Joseph Cornell, ogni studente ha creato il proprio contenitore della memoria, racchiudendo al suo interno ricordi personali, passioni, desideri, visioni, riflessioni e ossessioni. Attraverso l’uso delle tecniche del collage e dell’assemblage, con l’aggiunta di interventi pittorici, le opere si caratterizzano per una combinazione di soggetti che si intrecciano in modo spesso imprevedibile, simile al fluire di un sogno, generando associazioni fantastiche e bizzarre. Le scatole vanno considerate come testimoni silenziosi della resistenza della memoria individuale e collettiva dei loro autori, un atto di risposta alle atrocità che, nel corso del secolo scorso e oltre, hanno cercato di annientare l’identità e la dignità di milioni di persone.

Le varie scatole sono esposte ad altezze diverse, su una combinazione di volumi anonimi che si susseguono e si ripetono, come lo skyline delle nostre città, dove le luci delle finestre delle stanze attirano lo sguardo curioso degli osservatori

Classe 3BL – Prof.sse Deborah Bianchin e Lucia Esposito

Autori: Garavaglia Chiara, Hassan Rayan, Koca Krystal

Tecnica e dimensioni: manifesto fotografico stampato su tela cm. 50 x 70

DESCRIZIONE OPERA: l’opera è il risultato di un lungo progetto grafico di gruppo iniziato con una tavola extempore contenente le diverse idee. Dopo un confronto collettivo su quale fosse la proposta più consona, è stata realizzata graficamente l’idea finale per poi essere concretizzata in un’immagine fotografica. 

L’opera possiede un grande impatto visivo e genera nell’osservatore emozioni molto forti e contrastanti. Il tema centrale dell’opera è la connessione che si genera tra le persone in ogni ambito ed occasione, soprattutto a seguito di eventi di grande impatto emotivo, psicologico e sociale. E’ simboleggiato dalle mani che sorreggono il cuore, realizzato con il fil di ferro. Le relazioni umane sono infatti un pilastro fondamentale che influenzano la nostra visione del mondo e la capacità di affrontare le difficoltà.

Nel contesto dell’Olocausto, la connessione tra le persone assume un significato ancora più profondo. Durante il genocidio, milioni di persone furono separate dai loro cari, distruggendo legami familiari e sociali. Le atrocità commesse dai nazisti avevano l’intento non solo di annientare fisicamente le vittime, ma anche di spezzare i legami tra di loro, isolandole e riducendole a numeri o a “non-persone”. 

Questa cancellazione di rapporti umani alimentò la sofferenza e la disperazione; tuttavia, durante questo avvenimento, che è passato alla storia come “Genocidio“, queste emozioni vennero affiancate dalla solidarietà reciproca, condividendo piccoli gesti di umanità.

La storia dell’Olocausto ci insegna quindi, che nonostante il tentativo di cancellare una parte di umanità nelle sue forme più crude, i legami tra gli individui sono una forza che può sopravvivere anche nelle condizioni più disumane, e che la memoria collettiva e la solidarietà sono essenziali per la costruzione di una società più giusta e umana.

La frase “per non dimenticare” è per questo motivo, perchè solo e soltanto grazie alla memoria possiamo ricordare ciò che è successo, affinché le atrocità del passato non si ripetano mai più e le generazioni future possano costruire un mondo di pace, giustizia e rispetto per l’essere umano e la vita.

Classe 3AL – Prof. Antonio Giovinazzo

Autore: classe 5AL a.s. 2015/16. Restauro e riproposizione classe 3AL a.s. 2024/25

Tecnica e dimensioni: assemblaggio, legno, paraffina, metallo. Pannello cm. 50 x 60.

DESCRIZIONE OPERA: da un pannello nero due mani si protendono oltre una grata bianca nella ricerca di quella luce di umanità smarrita, porgendo un ramo di edera simbolo di eternità.

Classe 3AL – Prof. Antonio Giovinazzo

Autore: classe 5AL a.s 2015/16. Restauro e riproposizione classe 3AL a.s. 2024/25

Tecnica e dimensioni: manichini rivestiti in gesso, patinatura bronzo-oro.

DESCRIZIONE OPERA: un cerchio di filo spinato circonda un bambino ed una bambina di spalle, uno rassegnato dallo sguardo basso e l’altra speranzosa che cerca la luce. L’installazione intende restituire la speranza a esseri umani a cui si è annullata età e dignità. La luce sul volto della bambina e la patinatura bronzo-oro vuole rimarcare lo splendore degli innocenti, rubato e negato dalla barbaria umana.

Classe 3BL – Prof.sse Deborah Bianchin e Lucia Esposito

Autori: attività di PCTO – Percorsi competenze trasversali ed orientamento – intera classe 

Tecnica e dimensioni: carta liscia o da spolvero cm. 70 x 50

DESCRIZIONE OPERA: i disegni esposti sono alcuni tra quelli realizzati dall’intera classe nell’ambito del progetto di allestimento – PCTO -. 

Infatti in occasione della giornata della memoria, la classe 3BL dell’Istituto Einaudi di Magenta sotto commissione dell’ANPI, ha realizzato l’allestimento della mostra “Tracce di memoria” presso la Sala Artemisia Gentileschi di Corbetta. La mostra comprende lavori realizzati dai ragazzi del Liceo Artistico sia del biennio che del triennio, di entrambi gli indirizzi: Figurativo ed Architettura.

Il lavoro di allestimento è stato effettuato in tre fasi, oltre alla finale di allestimento vero e proprio. Per ogni fase dell’attività gli alunni sono stati divisi in gruppi di lavoro, ogni volta diversi.

    1. Rilievo architettonico: la prima fase comprende la realizzazione del rilievo in loco della Sala Artemisia Gentileschi e la successiva restituzione grafica.
    2. Bozze progettuali: gli alunni hanno realizzato diverse ipotesi progettuali: due di grafica per la locandina e quattro di allestimento, idee poste al vaglio della committenza ANPI.
    3. Progetto definitivo: sulla base delle indicazioni fornite dalla committenza ANPI, sono stati realizzati i progetti definitivi di grafica e di allestimento comprendenti la realizzazione di tutte le parti necessarie all’allestimento stesso. 
  • Allestimento in loco

IL PROGETTO

Le opere, esposte in due sale contigue, sono di vario genere artistico ed esprimono con creatività il tema della giornata della memoria, ognuna interpreta la memoria, il ricordo, le vittime o richiama il fatto storico, con una propria proposta poetica, comunicativa, espressiva, originale. Ogni fatto genera un ricordo che lascia una traccia in ognuno di noi: Tracce di memoria.. Proprio come richiama l’immagine della locandina della mostra.

Le tracce sono presenti a terra per condurre il visitatore durante la visita che si apre con alcuni manifesti ANPI – Associazione Nazionale Partigiani Italiani – che ne raccontano la storia e le finalità e che introducono all’esposizione vera e propria. POST-IT Ricordati di ricordare è la prima opera in mostra, che attraverso un grande pannello pittorico di POST-IT di carta a parete ed alcuni più materici “caduti”, accoglie il visitatore e lo introduce nel tema, lasciando in esso la prima traccia.

Le opere si susseguono nel percorso di visita in senso orario e risultano esposte a parete oppure appaiono di fronte all’osservatore, invitandolo a farsi osservare anche girandoci intorno. 

Ogni opera rappresenta un racconto o una memoria, di sé, delle vittime e del fatto storico. Qui se ne menzionano alcune, ma tutte sono meritevoli di essere osservate con il giusto tempo.

Occupa il posto centrale della sala un’opera collettiva d’Istituto Ossi di seppia che richiamando la complicità che nasce tra gli esseri umani, già da una stretta di mano, ne fa produrre un ricordo: una conchiglia di creta come memoria tattile di una stretta di mano tra due persone che si incontrano. L’opera è in continua evoluzione e il visitatore può contribuire lasciando a sua volta il suo ricordo/traccia, generato dalla stretta di mano della propria con quella di un altro. Ricordi di incontri tra persone diverse.

Le relazioni che si instaurano tra gli uomini sono ancora una volta rappresentate dalle mani, nello scatto fotografico di Per non dimenticare.

I bambini rappresentati nel Girotondo della Speranza e della Rassegnazione,  generatori di tracce, possono essere osservati una volta entrati nello spazio ma anche verso l’uscita, dove si riesce meglio a cogliere come la bambina veda ancora la luce della speranza.

Gli elaborati conclusivi si trovano nella prima stanza, laddove l’ingresso diventa uscita, e rappresentano alcune tavole delle fasi del progetto dell’allestimento, tra cui il rilievo architettonico ed il progetto definito dell’allestimento. L’elaborato che chiude la mostra si trova proprio di fronte al percorso di uscita ed esplicita tutta l’attività di PCTO della classe 3BL dell’Istituto Einaudi di Magenta.

Prima di uscire il visitatore può essere invitato a relazionarsi con i volontari ANPI e lasciare una propria “traccia” sul libro delle visite.

Classe 3BL – Prof.sse Deborah Bianchin e Lucia Esposito

Autori: attività di PCTO – Percorsi competenze trasversali ed orientamento – intera classe 

Tecnica e dimensioni: impaginazione a computer e stampa su carta liscia cm. 70 x 100

DESCRIZIONE OPERA: grande manifesto che racconta l’attività di PCTO svolta dalla classe, riassumendola con uno storyboard ad immagini e riproducendo con stampe gli elaborati grafici originali.